Il nulla è semplicemente niente

E non ti credo più, manco un po’, manco nulla, perché tu sei il nulla, il niente, il marcio, il triste, lo sconclusionato, il sosia dei sosia, un riassunto impercettibile, uno specchio riflesso di specchi rotti, una parte incostante di un testo in una lingua sconosciuta, le parole che nessuno vorrebbe sentire, l’urlo dei bambini che non riescono a dormire, le stelle a mezzogiorno, un pianoforte senza tasti, una canzone rap senza rime, un accendino senza più gas, un triangolo senza ipotenusa, una chitarra scordata, una casa senza finestre, una pianta senza fiori, una dentiera senza denti, una porta senza maniglia, un ipod senza cuffie, una sedia rotta, un edificio di 30 piani senza ascensore, l’oceano senza il sale, sei la parte più brutta di me, sei un libro che nessuno vuole leggere, una candela senza cera, lo smalto sgargiato, una voce muta, una stanza vuota, un giardino incolto, una giacca che non scalda, un manichino senza arti, una chiesa senza altare, la neve che si scioglie, una bocca che non parla, un orecchio che non sente, un libro senza parole, un corpo senza mente, una fotografia sbiadita, l’eco che non rimbomba, lo sguardo della gente in metro, la chimica senza il carbonio, un cielo che oscura sempre il sole, un cocomero con troppi semi, il suono dell’auto quando non metti la cintura, gli occhi sempre chiusi, una mattina senza sole, una fermata con troppe persone, i discorsi dei politici, un soppalco senza scale, un fiore che non profuma, le tende quando fuori è buio, Klimt senza il bacio, un albero spoglio, una terra troppo asciutta, dove non cresce niente.

E mentre mi racconto altre bugie, continuo a morire, affogando nell’inconsapevolezza del caos.

”rilassa gli occhi e resta calma,
le labbra, non parlano di rabbia,
la rabbia, t’ha fatto scalza.”

Advertisements

morie

8 anni. o 9. Seduta sul letto matrimoniale. Mi vedo dall’esterno. C’era quel copriletto che adoravo, quello bianco lucido, con ricami in raso, ricordo la forma di un cuore con i contorni opachi, intagliati finemente con un filo spesso di un colore bianco tendente al crema. Ne ricordo perfettamente anche il profumo. Non era un buon profumo, aveva un odore intenso, che sapeva molto di detersivo e candeggina. Mia nonna usava sempre la candeggina, praticamente per lavare qualsiasi cosa. Dovevo uscire sempre fuori casa perché mi lacrimavano continuamente gli occhi.

Ero in giardino poco fa, tentavo di studiare in una domenica estiva in cui tutto ciò che vedi e pensi è una distrazione, e ho visto davanti a me questa scena, con quella bambina.

Mi ricordo un terremoto, ci fu una lieve scossa, fece sobbalzare il letto su cui ero seduta intenta a vedere la televisione, probabilmente vedevo Bia, probabilmente era una domenica, lo facevano sempre la domenica. Non so se all’epoca mi accorsi davvero di cosa fosse, rimasi li seduta e non ci feci più caso. Apatica come adesso. Non rimasi turbata, per nulla. Non ebbi paura. Probabilmente perché nulla allora, come ora, poteva più farmi paura. O probabilmente perché la paura della morte non è mai esistita dentro me, e l’aspetto con tranquillità, senza ansia o tristezza.

L’unica cosa che probabilmente accomuna molti di noi non è la paura della morte in sé, quanto morire prima di essere riusciti a fare tutte le cose che vorremmo fare, dalle più stupide alle più importanti. Ho una lista anche per questo, più che altro mentale. Sono tutte quelle cose che ovviamente nessuna persona normale farebbe mai in circostanze normali, sono proprio quelle cose che faresti in procinto di morire, perché tanto sei già spacciato.

Viviamo delle vite di merda perché ci limitiamo a questo, perché dobbiamo costruirci una vita e non possiamo vivere come nomadi senza regole sperperando quei pochi soldi che abbiamo vivendo davvero come vorremmo. Perché viviamo nella speranza di un domani stabile, con un lavoro e una casa. E poi mi chiedo, ma dai, è davvero questo ciò che vuoi? Una casa e un lavoro? E poi che fai? Magari ti compri anche un cane perché ti senti sola? Fai prima a morire ora, penso. Ok, e allora, per cosa stai studiando? Sono 20 anni che studi, stai per prendere una specializzazione, che vuoi farci? Non so, non c’ho ancora pensato. Vorrei aiutare gli altri, penso. No i cani no, sono troppo impegnativi, peggio dei bambini. I gatti, i gatti li adoro, indipendenti, se ti scordi di dargli il cibo sanno cacciare, o magari vanno altrove. Sono forti, solitari, non hanno bisogno di te. Voglio un gatto, tanti gatti. Anzi no, voglio essere un gatto. Perché non sono nata gatto. Perché se spariscono tanto non ci rimani molto male, è nella loro natura, nel loro essere animali selvatici. I gatti si, sono perfetti.

Il cancro. Si mi piacerebbe essere una delle tantepersone che fa ricerche sul cancro, in uno di quei bellissimi laboratori fighi in cui non esiste la luce del giorno e puzza sempre. In cui fai tutti i giorni le stesse cose, per anni, e anni, finché non crepi.

Quella bambina seduta su quel letto, su quel copriletto bianco lucido era così? Cosa voleva quella bambina? Cosa voleva essere quella bambina? Quella che si divertiva ad andare per il bosco da sola alla ricerca di nuovi fiori e farfalle, quella che passava le estati a disegnare costellazioni e a sfogliare con il mouse la sua prima enciclopedia per pc. La bambina che si fece regalare un microscopio e poi anche un telescopio, che si domandava perché l’erba fosse verde e il cielo blu. La bambina che passava le ore a disegnarsi le barbie e poi a ritagliare quelle figure adimensionali perché odiava le altre barbie. Che disegnava anche i vestiti a quei ritagli senza forma e colorava i loro capelli di rosa e di blu. Io la amavo quella bambina, era forte, era proprio forte. E poi è sparita.

Ora so perché l’erba è verde, e il cielo è blu, anzi, perché noi lo vediamo blu, perché in realtà è viola, e so tantissime altre cose. Ma a che mi servono? Qual è il motivo? Il motivo reale di tutto questo? Perché lo sto facendo? Perché ho passato gli ultimi anni della mia vita sui libri? Per costruirmi un futuro? Ho saltato due intere estati per studiare, guardando indietro, cosa ho ottenuto? Voglio davvero essere questo per quella bambina di 8 anni?

”Non sembri mai felice per le cose che faccio, non dai mai soddisfazione. Non ringrazi mai.”

Chiedilo a quella bambina di 8 anni, seduta su quel bel letto bianco, che ora non c’è più. Chiedile il perché.

Arte

image

” I cinesi credono che ogni volta che una situazione si sviluppa fino alle sue estreme conseguenze, essa sia costretta ad invertire il proprio corso trasformandosi nel suo opposto. In origine i termini Yin e Yang indicavano rispettivamente i fianchi in ombra e al sole di una montagna. Yang, il potere creativo, maschile e forte, era associato al cielo, mentre Yin, l’elemento femminile e materno, buio, era rappresentato dalla terra. Nel campo del pensiero Yin è la mente femminile, intuitiva e complessa, Yang è l’intelletto maschile, lucido e razionale. Essi si creano a vicenda, possono essere distinti l’uno dall’altro ma sono inseparabili. Dipendono l’uno dall’altro e si richiamano e definiscono a vicenda. Ying e Yang si trasformano l’uno nell’altro. Questo principio è la formula che illustra la natura dei processi organici. L’idea di rapporto casuale, centrale nel pensiero occidentale, è quasi assente nel pensiero cinese. ” Sebbene nietzsche e il pensiero cinese siano agli antipodi, cosi come credo che la medicina cinese sia superflua, credo anche che ci sia armonia in tutto, e la chiave dell’equilibrio non esiste, perché tutto muta. E l’unico modo per andare avanti, dopo aver toccato il fondo, è la distruzione. Reinventarsi e cercare di combattere le paure, osare, fare cose che non avresti mai fatto, ed è l’unica cosa che mi permetterebbe di vivere ancora. Non perderò mai la curiosità nelle cose che mi circondano e non diventerò mai diversa nella mia testa, ciò che posso cambiare non è il mio pensiero o cio che sono, ciò che posso cambiare sono le mie azioni e cio che faccio. E se la distruzione è l’unico modo per poter (r)esistere, non posso cadere più in basso. E l’arte è la vera essenza dell’umanità: la musica, la lettura, la scrittura, il cinema, la pittura in ogni forma, sui fogli, su tele, su diari nascosti, sui muri e sulla pelle. L’arte di amare, di viaggiare e di sognare. L’arte della scienza. Sebbene io abbia scelto quest’ultima, dentro di me esiste ogni cosa. E una non esclude l’altra, la scienza non è scienza senza la creatività e l’arte di sognare. Si può essere razionali essendo creativi, si può essere speciali essendo ”normali”. E solo l’arte può essere lo scopo della vita, e trovare un po’ di arte nelle piccole cose che ci circondano e impegnarci ogni giorno per cercarne di nuove. Sebbene sia il periodo più triste della mia vita, al contrario di ciò che pensi, ho vissuto tutto l’amore che avevo, e se a volte l’ho trattenuto in me per paura di cio che poi ne è conseguito, ho vissuto in pieno anche quel sentimento, di sconforto e rifiuto. E so che dovrò convivere con questo rifiuto per tutta la vita e vivrò anche di rimpianti e paure, ma ne farò un’arte, e cercherò, per quanto io mi odi, di trarne il positivo, come ho sempre detto anche a te. E anche se so che non ci può essere più amore per te da vivere, e per me da darti, devo continuare a dargli forma, devo trasformarlo e per poterlo fare devo distruggerlo e sezionarlo. E non posso farlo sparire, perché nulla può essere completamente distrutto, devi arrivare alla rottura per poter avere la forza di trasformarlo, come due reagenti che formano il prodotto, essi cessano di essere a e b, ma mai completamente, continuano ad esistere insieme nel prodotto, e il fatto che sia una reazione reversibile o irreversibile è caratteristica di ogni chimica, dipende dal tipo di reazione. E questa non so che costante avrà. Devo distruggere cose che non possono sparire, e non so come fare, mi sforzerò di capirlo, smetterò di distruggere me stessa? Forse no, ma non mi importa. E ho sempre vissuto attraverso la mia arte, attraverso le mie foto, attraverso i miei film e i miei libri preferiti, attraverso le poesie e il contatto con la natura, interrogandomi sempre su tutto, e questo non posso cambiarlo, né voglio, non sarei io, non sarei la persona di cui ti sei innamorato. Sarò questa persona, ma sarò anche un’altra, continuerò ad essere una pessimista imperfetta, e un’ottimista indecisa, entrambe allo stesso modo. Perché questa dualità ci sarà sempre in me, perché esistono le sfumature cosi come esistono le scelte e le decisioni. Probabilmente non avrò mai il coraggio che vorrei, ma mi sforzerò per essere la persona che voglio. Avremmo dovuto essere l’uno la forza dell’altro e invece abbiamo perso il nostro tempo, abbiamo sprecato il nostro amore. Volevo conservarlo e custodirlo, volevo risolvere il resto per poi avere te per sempre, come quando iniziavo sempre con il mangiare le cose che mi piacevano di meno per poter assaporare le cose che preferivo alla fine. E non posso cambiare certe parti di me, la stranezza di certe dualità che esistono in me, la realtà dei miei pensieri e i sentimenti che provo. L’arte è la chiave per tutto e anche se mi hai impedito di continuare a viverti, non puoi impedirmi di continuare ad amarti attraverso l’arte. E anche se quel giorno avevi la voce che tremava, sono felice tu me l’abbia detto anche solo una volta.

Will I ever be free?

This pictures were on my mind for so long time.  I’ve felt lost this months,  more than I ever was before.
 Seems like I don’t know who I am anymore, maybe I didn’t know it even before. I don’t know who I was, who I am, and I really don’t know who I’m going to be.  Still  blinded by so many things , no light, no roads I may take, trapped in a cage I’ve built. 
 I couldn’t even describe the pain, the fear, not even through the pictures, paintings, words, not even through my own feelings. The pain ( anxiety, sadness, melancholy) was a huge part of me, this pain would never ever leave me. I don’t know how to fix it, I don’t know how to fix me.
 I know nothing, I feel nothing. 

[Very soon I’ll start a little project about books and music, my own saviours and a constant inspiration to me. Many of this were inspired by David Grossman’s ”Be my knife”]

[I meant to be the subject of this photos but I thank so much my two beautiful models and friends]

IMG_1437IMG_1218IMG_1223IMG_1220